tradimenti
Tante volte la vita...
22.07.2017 |
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"Mi ha cavalcato con esperienza, ansimando e gemendo di piacere; sentivo che anche lei godeva mentre alternava movimenti lenti e profondi a rotazioni del bacino e spinte veloci ripetute..."
TANTE VOLTE LA VITA...Spesso, quando si avvicinava il Natale, come negli ultimi anni, ci riunivamo quattro coppie di amici per decidere in quale casa passare la festa. Io ero sposato con Sonia e avevamo due bambini piccoli di 2 e 4 anni. Laura e Gianni, anche loro sposati con figli piccoli, e le altre due coppie conviventi senza figli: Natalia e Giorgio, Franco e Barbara. Durante la cena abbiamo scelto la casa di Laura, soprattutto perché con i bambini piccoli era più comodo non doverci spostare troppo. Con loro avevamo un’amicizia di lunga data, ci conoscevamo dai tempi della scuola e praticamente stavamo sempre insieme durante le feste, le vacanze o ovunque andassimo. La nostra conoscenza era così profonda che potevamo permetterci qualsiasi cosa, anche fare battute pesanti o litigare a volte, per poi ridere insieme e tornare come se niente fosse successo.Negli ultimi tempi, quando eravamo insieme, vedevo Laura un po' spenta e triste, ma non le ho dato peso; pensavo fosse un po' di stanchezza, tra casa, lavoro e famiglia. L'altra settimana, ero a lavoro quando mi ha telefonato Laura. Niente di strano, ci scambiavamo telefonate durante il giorno tra tutto il gruppo. Rispondo e sento Laura singhiozzare; mi sono allarmato e ho chiesto cosa fosse successo. Lei ha interrotto il pianto e mi ha chiesto di vederci dopo il lavoro perché doveva parlarmi. Al mio sì ha riagganciato. Questa telefonata mi ha messo in uno stato di agitazione e ansia; cercavo di pensare a cosa dovesse dirmi. Dopo il lavoro, sono sceso al bar lì sotto, dove avevamo appuntamento. Lei era già lì, seduta ad aspettare, avvolta in un piumino con il cappuccio sulla testa e un paio di occhiali scuri che le coprivano gli occhi. Mi sono seduto e le ho chiesto subito cosa fosse successo. Lei non mi ha fatto finire di parlare, mi ha abbracciato e ha iniziato a piangere. In quel momento non so cosa sia successo, sarà stato il calore del suo respiro mischiato alle lacrime che mi colavano lungo il collo, l'ansia accumulata durante il giorno o qualcos'altro, non so; mi è scattata una reazione animalesca.Le ho preso la testa tra le mani e l'ho baciata senza neanche farla parlare. È stato un attimo di 5 secondi, per me durato un'eternità. Poi siamo rimasti a guardarci e siamo scoppiati a ridere. Quel bacio era servito a qualcosa: lei ora non piangeva più, ma a me aveva smosso qualcosa e il rapporto di amicizia era diventato rapporto uomo-donna, quindi per me probabile preda.
Con molta calma, lei ha iniziato a raccontare cosa stava succedendo. In poche parole, aveva scoperto che Gianni si scambiava messaggi, in modo molto intimo, con Natalia, la compagna di Giorgio, l'ultima coppia che si era unita al gruppo da circa un anno. In particolare, nell'ultimo messaggio gli aveva chiesto di vedersi in un albergo di periferia.
Sinceramente, Natalia era un gran bel pezzo di donna: 35 anni, assidua frequentatrice della palestra, quindi un fisico snello e tonico, alta 1,70, mora, capelli lunghi, terza di seno e un gran bel culo sodo. Quindi potevo ben capire Gianni, anche io avevo fatto pensieri peccaminosi su di lei.
Laura certamente non era da meno: lei 40 anni, 1,70, capelli castani corti alla maschietta, bocca carnosa (e io me ne ero reso conto con quel bacio), occhi verde smeraldo, quarta di seno e un bel culetto a mandolino.
Comunque, io da buon amico ho cercato di calmarla. Mentre parlava non riuscivo a staccare lo sguardo dalla sua bocca che, forse perché nervosa, continuava a mordicchiarsi le labbra. In quei momenti avevo dei flash di quel bacio rubato ma intenso e focoso. Dopo circa mezz'ora, ero riuscito in qualche modo a calmarla, quindi ci siamo alzati e diretti verso le proprie auto. Durante il tragitto, lei disse: "Ti ringrazio, mi sei stato molto di aiuto. Ora sono un po' più calma e decisa. Ti dico che se Gianni va a letto con Natalia, glielo faccio pagare caro. Poi sai... baci molto bene, mi è molto piaciuto." Detto questo, mi ha abbracciato, baciato sulla guancia ed è salita in macchina, se ne è andata lasciandomi lì come un palo sul marciapiede a pensare alle parole appena dette. Sono passati alcuni giorni da quell'incontro. Io, curioso di sapere come era andata a finire quella situazione, ogni volta che la sentivo le chiedevo, ma lei era molto evasiva e cambiava discorso. Sinceramente non me la sentivo di insistere, mi sentivo in colpa per quel bacio non troppo amichevole che mi tornava in mente ogni volta che pronunciavo il nome Laura. Come dicevo all'inizio, si avvicinava il Natale. Io avevo preso qualche giorno di ferie per fare i soliti giri, spese, regali e organizzazione della serata natalizia. Tra tutto questo c'era anche la sistemazione notturna per le feste dei nostri figli; essendo piccoli, preferivamo non farli...Uscire tardi da casa e quindi farli dormire da Laura comportava il trasferimento di due lettini da campeggio da casa mia a quella di Laura. La mattina la chiamo e chiedo se posso andare a portare i lettini; lei mi risponde che il primo pomeriggio era in casa, quindi si poteva fare. Verso le 14:00, visto che ero solo (Sonia era a lavoro), ho caricato e sono andato da Laura. Ho suonato al cancello del villino, lei ha aperto e mi ha detto di salire perché l’uscio era aperto, dato che era a fare la doccia. Sono entrato in casa, ho sistemato i lettini e mi sono accomodato sul divano. Dopo qualche minuto di attesa, eccola arrivare in accappatoio; mi chiede scusa per l’attesa, mi offre un caffè e si mette in ginocchio sul divano accanto a me. Io ho subito chiesto come era andata quella questione e lei mi ha risposto:“Poi ne parliamo, adesso voglio sapere di te e Sonia, come va tra voi?”
Mentre parlava la guardavo dritto negli occhi. Aveva uno sguardo intenso e acceso che da una parte mi metteva a disagio e dal’altra mi incuriosiva. Continuava a fare domande senza sosta e si avvicinava sempre di più al mio viso. Al’improvviso smette di parlare, mi fissa negli occhi e appoggia le sue labbra sulle mie. Questa volta era lei a prendere il controllo, io non ho fatto altro che lasciarmi guidare piacevolmente dalle sue intenzioni. Le sue labbra calde avvolgevano dolcemente la mia lingua, le sue mani erano scivolate sotto la camicia fino alla vita. Ora la sua lingua scendeva sul mio collo e intorno alle orecchie, mentre una mano stava slacciando la cintura. La situazione stava diventando davvero intensa, così l’ho fermata e le ho detto:
“Perché mi stai facendo questo? Siamo amici da sempre... perché?”
Lei rispose: “Gianni è andato a letto con Natalia, me l’ha confermato lui stesso. Allora gli ho detto: allora mi scopo il tuo amico. Io: “Come ti scopi il suo amico? E lui cosa ti ha detto?”
LEI: “Dice che ha sbagliato e questa è la giusta punizione da pagare.”
IO: “E con Sonia come la mettiamo, se lo viene a sapere? Lei è tua amica, rischiamo anche di rovinare il mio matrimonio.”
LEI: “Non ti preoccupare, con lei non ci saranno problemi, fidati.”
Un po’ rincuorato da quelle parole, un po’ incredulo e molto confuso, ho ceduto alle avance di quella donna affascinante sdraiandomi sul divano. Lei si toglie l’accappatoio e si mostra in tutta la sua bellezza naturale. Onestamente l’avevo vista al massimo in due pezzi, ma così... mio Dio... era uno spettacolo della natura: ben depilata con un piccolo ciuffetto sopra, labbra carnose che incorniciavano quel fiore di passera, vita morbida e seno prorompente e sodo. Avevo il sangue al cervello e il mio pene imprigionato nelle mutande gridava libertà. È stato un attimo, già mi era sopra; in pochi secondi aveva slacciato la cintura e tirato fuori quello che era nascosto nelle mutande. Alla vista della luce e al contatto della sua mano morbida si è subito eretto verso l’alto, fiero di sé. Ma la luce è durata poco perché è tornato subito nel’oscurità del calore umido della bocca di Laura che con movimenti ritmici succhiava avidamente senza lasciarsi scappare quella preda turgida. Una mano le stringeva i miei testicoli mentre l’altra teneva salda la mia verga che entrava ed usciva seguendo il ritmo dei movimenti delle sue labbra. In quel momento stavo per schizzare, ma lei, con molta abilità e capendo la mia situazione, si è fermata e ha evitato che succedesse qualcosa di prematuro. Aveva altri piani, proprio come aveva detto a Gianni: “Mi voglio scopare il tuo amico”. Dopo che mi sono calmato, come una donna esperta sa fare, ha preso di nuovo il mio pene ormai morbido e lo ha fatto tornare duro, pronto per qualsiasi cosa. Tenendolo in mano, l'ha guidato dentro di sé:nella sua fica, calda, accogliente e bagnata. Mi ha cavalcato con esperienza, ansimando e gemendo di piacere; sentivo che anche lei godeva mentre alternava movimenti lenti e profondi a rotazioni del bacino e spinte veloci ripetute. Ero completamente coinvolto e seguivo ogni suo movimento, rispondendo ad ogni suo bisogno. I suoi liquidi seminali scendevano lungo le mie gambe. Lei diceva: “Dai... spingi, non fermarti, fammi sentire bene, facciamogliela pagare a quel bastardo.” Io rispondevo: “Sì... prendi tutto... è tutto tuo.”Ma anche questa volta la giostra stava per terminare e lei non ha fatto nulla per fermarla, anzi ha accelerato i movimenti fino al momento della mia esplosione seminale, restandomi sopra, godendosi fino al mio ultimo brivido. Poi, esausta e soddisfatta, si è accovacciata sul mio petto e io l'ho stretta tra le braccia. Siamo stati qualche minuto in silenzio, sentendo solo i nostri respiri e i battiti del cuore che piano piano tornavano alla frequenza di riposo. D'un tratto si è alzata sulle ginocchia e, guardandomi fisso negli occhi, mi ha detto:
“Devo chiederti una cosa per me imbarazzante.”
Ho letto nei suoi occhi qualcosa di maliziosamente provocante.
Io: “Cosa vuoi? Non ti vergognare, dopo quello che è successo oggi!”
Lei: “Parlando con Sonia, mi ha detto che voi praticate abitualmente il sesso anale, e che lei gode da morire nel farlo, è vero?”
Io: “Sì, è vero, le piace molto e specialmente quando lo facciamo sotto la doccia. Perché me lo chiedi?”Lei: "Io con Gianni ho provato qualche volta, ma non so il perché ho sempre provato dolore. Ok, ma lasciamo perdere questi discorsi, dai, andiamo a fare una doccia, non vorrai mica tornare a casa tutto sudato e con l'odore della mia fica addosso."
Consapevole di quella situazione e ancor più di quella proposta, ho subito accettato, sperando di poter ancora assaporare quello splendido corpo femminile. Ci siamo infilati sotto la doccia e la situazione si è subito infuocata, le nostre lingue si intrecciavano e le mani ispezionavano qualsiasi parte dei nostri corpi. Lei aveva preso in mano il mio scettro regale, che felice di essere strapazzato si era indurito come un tronchetto di noce. Io, con una mano, perlustravo l'interno e l'esterno della fica, che a dimostrazione del piacere che stava provando emetteva caldi liquidi umorali. Con l'altra sondavo, con l'aiuto di un po' di olio dopo doccia, il pertugio anale; sentivo con piacere che la mia pratica stava producendo gli effetti voluti, ero riuscito a infilarci dentro due dita senza nessuna minima reazione di dolore... era pronta per essere impalata. Decisi allora di agire: la presi, la feci girare di schiena e poggiare sul muro. Il suo splendido culetto a mandolino era di fronte al mio uccello dalla testa infuocata. Ancora due gocce di olio sulle dita che ungevano l'entrata del paradisiaco buchetto, sembrava quasi aspettare la regale mazza che lo sfondasse. Non l'ho fatto attendere, le ho poggiato sopra il cazzo ben oleato e al contatto...S è aperto come un portone, facendolo scivolare dentro, senza ostacoli ne dolore fino alle palle. Da come mi aveva detto, non pensavo fosse così facile, la sua unica reazione è stata solo un lungo e profondo sospiro, seguito da gemiti e mugolii di piacere, la sbattevo con vigore affondando la mia verga sempre più in profondità, lei si dimenava e urlava di piacere intervallando parole volgari .
"Uhaa... siii...sfondami, figlio di puttana,... ahhh...ahhh..., perché quel bastardo non mi ha mai fatto godere così... tu non ti fermare lo voglio tutto dentro... dai...dai...non fermarti".
Non so , quanto è durata quella magnifica inculata, so solo che a un certo punto mi sono esplose le palle con ruggito liberatorio. L'ho inondata con un fiume di sperma, anche lei ha emesso un grugnito e si è spiaccicata sul muro sotto il caldo getto d'acqua della doccia,siamo rimasti li sotto in silenzio e immobili per circa un minuto, imbarazzato ma orgoglioso di aver regalato un momento di godimento alla mia amica, sperando in una conferma della mia prestazione, gli ho detto :
"Ti è piaciuto?
Lei, in modo beffardo: "Brutto figlio di puttana, me lo diceva Sonia che eri bravo in questa pratica, ma non immaginavo fosse così.
Mi hai fatto godere come una troia, era da tempo che non lo facevo.
Ora che non ho provato dolore, lo voglio fare più spesso. Proverò di nuovo con Gianni; se lui non mi soddisferà, verrò a cercarti."
Io: " Sarò sempre pronto ad aiutare una cara amica, ogni volta che ce ne sarà bisogno".
Siamo scoppiati a ridere, come facevamo da sempre dopo situazioni difficili, ci siamo rivestiti, mi ha accompagnato alla porta e mi ha detto: "Lo sai che questa storia non finisce qui? Ci saranno sicuramente evoluzioni piacevoli per te.
L'altro giorno ho parlato con Sonia, mi ha dato il consenso a scoparti e mi ha detto che un tuo sogno è sempre stato quello di fare sesso in tre.
Quindi preparati."
Mi ha abbracciato, mi ha dato un bacio, di quelli focosi.
"Questo te lo meriti, mi hai fatto rivivere la mia giovinezza e per un'ora mi sono sentita donna, con la D maiuscola, grazie."
Sono tornato a casa euforico per quello che mi aveva confessato riguardo a mia moglie, pronto a parlare faccia a faccia con Sonia.
Tante volte la vita ci riserva le cose più insperate.
La storia avrà un seguito? Ditemelo voi.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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